"San Paolo evidenzia il Santo Padre – aveva ben compreso che solo in Cristo l’umanità può trovare redenzione e speranza". Di qui l’esigenza dell’annuncio. "Guardando all’esperienza di san Paolo scrive Benedetto XVI – comprendiamo che l’attività missionaria è risposta all’amore con cui Dio ci ama. Il suo amore ci redime e ci sprona verso la missio ad gentes; è l’energia spirituale capace di far crescere nella famiglia umana l’armonia, la giustizia, la comunione tra le persone, le razze e i popoli, a cui tutti aspirano. È pertanto Dio, che è Amore, a condurre la Chiesa verso le frontiere dell’umanità". E da Cristo "si possono attingere l’attenzione, la tenerezza, la compassione, l’accoglienza, la disponibilità, l’interessamento ai problemi della gente, e quelle altre virtù necessarie ai messaggeri del Vangelo per lasciare tutto e dedicarsi completamente e incondizionatamente a spargere nel mondo il profumo della carità di Cristo". "Mentre resta necessaria e urgente la prima evangelizzazione in non poche regioni del mondo, scarsità di clero e mancanza di vocazioni ammette il Papa – affliggono oggi varie diocesi ed istituti di vita consacrata. È importante ribadire che, pur in presenza di crescenti difficoltà, il mandato di Cristo di evangelizzare tutte le genti resta una priorità". (segue)