LIGURIA

Le barriere del suono

Un accordo a favore dei non udenti

Grazie alla collaborazione tra l’Ente nazionale sordi e la Regione, in Liguria è stato attivato di recente un servizio per abbattere le barriere della comunicazione tra sordi e udenti. Grazie al nuovo “Servizio Ponte Regione Liguria” viene favorita la comunicazione delle persone ipoudenti e audiolese eliminando la barriera invisibile ma fondamentale per la comunicazione rappresentata dal telefono. Il progetto è stato finanziato dalla Regione Liguria con uno stanziamento di 45mila euro ed è a servizio di un potenziale bacino d’utenza di oltre 1.400 persone disabili senza contare l’alto numero di anziani presenti sul territorio regionale che, a motivo dell’età avanzata, hanno problemi di udito.Il servizio è attivo dalle ore 8 alle 20 attraverso il numero verde 800.558.270 (accessibile tramite Dts, tel e fax), posta elettronica (ponteliguria@mondoens.it), chat e, in via sperimentale, videochat. Grazie alla piattaforma EasyContact, inoltre, un servizio di sms garantirà il servizio tutti i giorni e nelle 24 (la notte e la domenica solo per le chiamate di emergenza). Grazie a questo servizio la persona non udente potrà comunicare le proprie esigenze relative a necessità quotidiane come ad esempio chiamare un taxi, un ristorante od un albergo, avvisare di un ritardo o di un’assenza a scuola o al lavoro, contattare un medico. Tutte le informazioni alla pagina www.mondoens.it.  Stare in mezzo agli altri. “È un’iniziativa molto positiva perché permette a persone non autosufficienti di comunicare le proprie necessità immediate”. È il primo commento di Silvana Baroni, presidente nazionale della Fiadda (Famiglie italiane associate per la difesa dei diritti degli audiolesi) e del centro Afa-Reul (Centro riabilitativo educativo udito e linguaggio) di Genova. “Il nuovo servizio ponte – ha spiegato – è utile perché va nell’ottica di eliminare le barriere della comunicazione. Troppe volte ci preoccupiamo di abbattere le barriere architettoniche, sicuramente più evidenti, ma ci dimentichiamo di quelle della comunicazione che colpiscono coloro che sono deboli nell’udito”. “Come ha affermato don Milani – ha aggiunto – è solo la lingua che rende uguali”.L’impegno di Baroni nel campo risale al 1972 ed attualmente quello da lei presieduto è un centro di eccellenza accreditato e certificato. È convenzionato con l’ospedale Galliera e le università di Genova, di Pavia e di Valencia, in Spagna, ed eroga un servizio ad oltre quattrocento utenti tra adulti e bambini. “Ad esempio – ha continuato Baroni – il nostro centro è attivo da sempre nel sostegno alla sottotitolazione dei principali programmi televisivi. Questo, infatti, è un servizio che va incontro alle esigenze delle persone sorde e degli anziani, ma oggigiorno anche degli immigrati che possono imparare la lingua italiana più in fretta”. “Le persone con sordità, come le altre persone con disabilità – ha spiegato ancora – non devono essere emarginate o confinate in aree protette, ma devono poter stare in mezzo agli altri con gli ausili di cui necessitano. La sordità è una disabilità, non un tratto distintivo e l’indipendenza è quello che occorre alle persone”. La presidente Baroni ha poi ricordato l’impegno della Regione Liguria sul versante della prevenzione e della cura della sordità sottolineando che questa regione è l’unica in Italia ad aver avviato lo screening neonatale su tutti i bambini.Per chi è in difficoltà. “Ben vengano iniziative come questa – ha affermato Liliana Cardone, presidente dell’associazione ligure ipoudenti Sulle ali dell’udito – ma non dobbiamo dimenticare anche le persone ipoudenti che sono invece poco sostenute”. La notizia della diffusione del servizio ponte è stata comunque recepita con interesse. “Finalmente – ha aggiunto – anche la nostra Regione ha prestato l’orecchio alle esigenze di una utenza di 1.500-1.600 persone grazie a questo servizio che da qualche anno è già diffuso in alcuni Paesi Europei”. Cardone ha poi affermato che, a differenza dei sordi profondi, “la cui disabilità è visibile perché comunicano con il linguaggio dei segni”, altrettanto non accade per le persone ipoudenti.”Queste persone – ha affermato – a causa della sordità per ipoacusia, usando apparecchi acustici spesso nascosti dai capelli, riescono ad avere una vita quasi normale se il dialogo si svolge a breve distanza, ma in grandi spazi o in luoghi pubblici si trovano in grande difficoltà e rischiano di essere considerate mentalmente ritardate per il loro atteggiamento incerto”. Tra le difficoltà cui queste persone vanno incontro, ha aggiunto, vi è quella di comunicare con il cellulare “in quanto alla voce si sovrappone un rumore di fondo fastidioso che rende faticosa una normale comunicazione telefonica”. “Esistono in commercio – ha spiegato – ulteriori strumenti che servono a superare questo tipo di difficoltà ma sfortunatamente sono molto costosi e lo Stato ancora oggi non ha ancora previsto l’inserimento nel tariffario nazionale di questi piccoli preziosi mezzi tecnologici della comunicazione né viene riconosciuto un contributo per l’acquisto”.a cura di Adriano Torti(05 settembre 2007)