"La Costituzione italiana è laica, ma non laicista", ed una "sana laicità" va distinta da una laicità "radicale e anticlericale". A puntualizzarlo è il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nel suo intervento ad un convegno sul 60° anniversario della Costituzione italiana, pubblicato dall’Osservatore Romano. Il "principio personalista", "asse portante dell’intera Costituzione italiana", che "considera la persona umana a fondamento della società", per il segretario di Stato ha "probabilmente come sua articolazione più importante il principio della laicità". Anche se in Italia, osserva Bertone, "non pochi pensatori" esprimono "un concetto di laicità aperta al dialogo e al confronto costruttivo fra posizioni diverse", nel dibattito culturale veicolato da "taluni media", una "laicità culturale definita per differenza e opposizione dal dato religioso (cristiano) viene assunta come modello di una laicità politica connotata dal criterio di esclusione (del religioso)". Alla base di questa concezione, obietta Bertone, "sta l’assunzione scontata della secolarizzazione come privatizzazione della religione, accusata di invadere illegittimamente la sfera pubblica". Di qui i "limiti" del "laicismo nostrano", in base al quale "almeno per alcuni, laicità significa rifiuto di riconoscere il rilievo sociale del fatto religioso". (segue)