(dai nostri inviati in Australia) – All’uscita dalla cattedrale di Melbourne, St. Patrick, l’aria è frizzante e si respira internazionalità. Voci dal mondo e da luoghi in cui è difficile praticare liberamente la propria religione. Tra i Paesi presenti anche il Vietnam. "Penso che sia fantastica quest’opportunità, e in particolare questa edizione della Giornata mondiale della gioventù. Ci sono pellegrini che arrivano da ogni parte del mondo ed è meraviglioso incontrare culture diverse", ci spiega una giovane vietnamita di 24 anni. Un Paese, il suo, in cui il buddismo è la religione principale e che "solo ora si sta aprendo alla libertà di culto". "La comunità cattolica si sta allargando prosegue la giovane -, il Paese è in cambiamento e il governo ci supporta, ma professare liberamente la propria religione non è sempre possibile". Presente nella delegazione orientale anche un seminarista 39enne, p. Tong Nauycn, che studia da anni in California. "Non è la prima volta che partecipo a una Gmg: sono stato anche a Toronto nel 2002 e, oggi come allora, in questi momenti si respira un’aria multiculturale". "Purtroppo lamenta mi è difficile rendermi conto della situazione del mio Paese perché da anni vivo all’estero. È dura, ma quello che avverto è una lenta apertura e voglia di lasciarsi alle spalle i brutti ricordi".