LIGURIA
Potenziati i servizi a favore dell’infanzia
Apertura di nuove “sezioni primavera” negli asili, istituzione dei servizi di “mamma accogliente” e di “educatrice familiare e domiciliare”: sono i provvedimenti contenuti nella delibera regionale, approvata lo scorso 19 settembre, volta a potenziare i servizi a beneficio dell’infanzia. Il servizio “mamma accogliente” è svolto da una donna che accoglie in casa bambini (fino a un massimo di tre) di età compresa fra tre mesi e tre anni, valorizzando così la dimensione di auto-aiuto tra le famiglie. Formazione e standard di qualità verranno certificati dai distretti sociosanitari. Per ogni mamma che svolgerà questo servizio sarà riconosciuto un concorso spese di circa 10 mila euro annui. L’educatrice domiciliare e familiare è un operatore che svolge servizio di vigilanza di bambini (fino a un massimo di quattro) tra i tre e i trentasei mesi presso la propria abitazione o utilizzando ambienti messi a disposizione da istituzioni scolastiche, religiose, o enti locali. Per ogni educatrice viene riconosciuto un contributo di 15 mila euro annui. Le risorse attivate per questi servizi ammontano a circa 2 milioni e 800 mila euro.Attenzione all’infanzia. “La Regione Liguria conferma la propria attenzione alla prima infanzia attraverso una serie di provvedimenti che, dal punto di vista della lungimiranza educativa, vanno oltre la semplice necessità di offrire risposte alla crescente e inevasa domanda di servizi per bambini nella fascia d’età da zero a tre anni”: lo afferma Angela Galasso, presidente regionale della Fism (Federazione italiana scuole materne) Liguria. “È con grande piacere – osserva – che rileviamo, in queste iniziative, un’intelligenza che valorizza l’esistente sulla base del principio di sussidiarietà, anziché proporre ipotesi avulse dal contesto della comunità educante ligure”. Quella dell’educatrice domiciliare e della mamma accogliente, ha aggiunto, “sono servizi già avviati attraverso una precedente sperimentazione che ha dato frutti significativi in diverse città della Liguria” e che “riteniamo utile sostenere ed incentivare”. Da non dimenticare, aggiunge, che “hanno già creato diversi posti di lavoro e che hanno contribuito all’abbattimento delle liste di attesa presso gli asili nido, offrendo servizi qualificati e flessibili”. Apprezzamenti anche per l’ampliamento delle “sezioni primavera”. “Come Fism – dichiara – siamo soprattutto soddisfatti dell’opportunità data a molte scuole dell’infanzia di aprire classi dedicate ai bambini della fascia d’età 24 – 36 mesi”.Una “buona iniziativa” con alcune “criticità”. Per Gabriella Ferri, della segreteria del Forum del delle associazioni familiari del Tigullio, la delibera è sicuramente una “buona notizia” ma contiene anche non poche “criticità”. I lati positivi del provvedimento sono rappresentanti dalle “eccezionali potenzialità culturali” con importante “ricaduta sulla struttura della società”. Apprezzabile anche l’idea del “modello educativo” che mette in luce “la centralità della casa, come luogo di cura e di educazione” e la famiglia “come modello più consono per lo sviluppo del bambino nei suoi primissimi anni di vita”. Tra le criticità, secondo la Ferri, vi sono invece “la difficoltà delle famiglie ad auto-organizzarsi” e “la solitudine dell’educatore”. Ferri ricorda, infatti, che analoghe iniziative già attive da tempo in Italia, in Trentino e in Lombardia, funzionano “non incentivando iniziative individuali” ma investendo “sulla formazione di aggregazioni di «mamme accoglienti» legate da un comune progetto educativo, da una formazione comune o da intenti valoriali ampiamente condivisi”. In quest’ottica, per Ferri, diventa evidente come “questa tipologia di servizi non si possa improvvisare e come sia ancora molto il lavoro culturale da fare perché si diffonda nel tessuto sociale una maggiore consapevolezza del ruolo primario che le famiglie possono svolgere, se si mettono insieme”.Attivare dinamiche educative per famiglie. Le stesse potenzialità e criticità sono messe in luce da Cinzia Romitelli, presidente regionale Agesc Liguria. Il giudizio generale del provvedimento “non può che essere positivo”. In particolare è “interessante” il progetto “mamma accogliente” per “la logica di auto-aiuto tra famiglie che questo sottende e per il principio di sussidiarietà tra privato e pubblico che qui può trovare una sua concreta applicazione”. Restano però i dubbi sulla sua concreta possibilità di attuazione. “La sua realizzazione – evidenzia – potrà avvenire solo dove è presente una dinamica positiva di rapporti tra famiglie che purtroppo la nostra società vede sempre di più concepirsi come nucleo isolato”. Per questo “si tratta di attivare delle dinamiche educative nei confronti delle famiglie affinché ritrovino quella capacità di incontro e condivisione dei bisogni che è andata smarrita, e in questo l’associazionismo familiare cattolico potrebbe e dovrebbe essere coinvolto dalle istituzioni pubbliche”. In conclusione “questa iniziativa della Regione, se correttamente attuata, può contribuire alla ricostruzione di un tessuto sociale più umano e solidale dove i rapporti interpersonali possano diventare fecondi d’iniziative finalizzate al bene comune e dove la famiglia, costituzionalmente e naturalmente intesa, può riappropriarsi del proprio ruolo di nucleo fondamentale della società”. a cura di Adriano Torti(10 ottobre 2008)