CASO ENGLARO: MEDICINA & PERSONA, "LA DECISIONE SU ELUANA È CONDANNA A MORTE"

"La Corte di Appello di Milano ha autorizzato da poche ore la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione per Eluana Englaro: questa decisione significa morte certa della ragazza per fame e disidratazione, la morte peggiore che possa essere inflitta ad un essere umano": lo scrive l’associazione "Medicina & Persona" in una nota in cui sottolinea che "non è compito di un giudice stabilire criteri clinici in base ai quali dichiarare non più assistibile un paziente". "Il giudizio di irreversibilità di una condizione patologica, qualunque essa sia, non è criterio sufficiente per richiedere la sospensione delle cure" – prosegue la nota -. Nel testo si aggiunge che "questa decisione su Eluana è una condanna a morte perpetrata per legge in nome della pietà" e si tratta di "eutanasia", ricordando che "non esiste oggi una legge in Italia che abbia approvato l’eutanasia, la quale neppure è ammessa dal Codice Deontologico della Professione Medica 2006". La conclusione di "Medicina & Persona" è che "la decisione della Corte di Appello di Milano, pertanto, è gravissima ed è la dimostrazione – ancora ce ne fosse bisogno – del modo scorretto di operare in questi ultimi decenni di una parte della magistratura italiana, che si arroga il diritto di stravolgere le leggi, addirittura di crearle, come in questo caso".