La morte di don Moyalan è stata "una perdita per Chiesa del Nepal" poiché egli "è stato un vero uomo inviato da Dio per la gente". Lo ha detto mons. Anthony Francis Sharma S.J., vicario apostolico in Nepal, nell’omelia delle esequie di don Johnson Moyalan, il salesiano ucciso il 1° luglio scorso a Sirsia, a circa 15 km dal confine con l’India. "Il suo sangue versato" possa diventare "un seme per lo sviluppo della cristianità in Nepal" ha auspicato mons. Sharma, secondo l’Agenzia d’informazione salesiana (Ans) che dà oggi notizia dei funerali presieduti il 4 luglio da mons. Lucas Sirkar, salesiano e arcivescovo di Calcutta, nella basilica mariana di Bandel, nel Bengala occidentale. Don Moyalan, giunto in Nepal aveva assunto il nome di don John Prakash: nome a cui "fu sempre fedele perché splendeva tra la gente" ha aggiunto don Thomas Ellicherail, ispettore dei salesiani di Calcutta. Durante la cerimonia è stato letto un messaggio del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone: "Nel raccomandare l’anima di don John Prakash alla pietà infinita di Dio Onnipotente, il Santo Padre chiede a tutti di rinunciare alle vie della violenza per seguire la strada di pace e di riconciliazione". Al momento della sua morte don Molayan era impegnato in un ampio progetto di sviluppo sociale per gli indigeni e per la gente delle caste più basse del distretto di Morang.