"Con questa sentenza conclude Scienza & Vita si può aprire ad una pericolosa deriva culturale: che si consideri come criterio fondamentale l’esercizio dell’autonomia, anche laddove questa non possa più essere esercitata. E che, in nome di questa falsa autonomia, si metta in gioco anche quel rispetto per la dignità umana che proprio nella vita fisica trova la sua ragion d’essere. Partendo da questo presupposto, dobbiamo immaginare e temere un aumento delle richieste in questo senso". Un’ultima annotazione riguarda le famiglie toccate da questi drammi: "Dobbiamo chiederci si legge nella nota – cosa non è stato fatto in termini di cura e di sostegno ad una famiglia, che, come tante altre, si trova a dover fronteggiare una situazione ingestibile o per la quale la solitudine e la disperazione sono cattive consigliere".