LIGURIA
Novità nel sistema educativo d’istruzione e formazione
La Regione Liguria ha approvato la nuova legge sul sistema educativo regionale d’istruzione e formazione, un vero e proprio testo unico che procede con l’applicazione delle modifiche al titolo V della Costituzione, che hanno aumentato le competenze delle regioni in materia. Il testo raccoglie le leggi oggi in vigore e le integra in un’unica progettualità. Tra le principali indicazioni che emergono dal nuovo testo di legge vi sono la creazione di un sistema regionale integrato che valorizzi il percorso formativo di ogni ragazzo e che gli permetta, durante gli anni, di passare da una istituzione all’altra con appositi moduli di apprendimento; la nascita di un sistema formativo a diversi livelli, dalla prima formazione a quella superiore post diploma o post laurea, dalla formazione in apprendistato a quella continua, dalla formazione per i diversamente abili all’inserimento delle persone a rischio esclusione sociale; viene valorizzata l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche, raccordandole con il territorio e sostenendole nei processi innovativi e di rete; viene rafforzato il sistema di qualità sia per la formazione professionale sia per l’istruzione tutta, attraverso la proposta di un nuovo percorso di accreditamento e di monitoraggio e verifica.La persona al centro. Per Cinzia Romitelli, presidente regionale dell’Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc), il giudizio su questa legge “è positivo per molti motivi”. “Innanzitutto – ha spiegato – per il metodo che è stato seguito per la sua elaborazione”, un’elaborazione raggiunta dopo “due giorni di lavori della Conferenza regionale sul sistema educativo d’istruzione e formazione che ha visto coinvolti tutti i soggetti interessati”. Romitelli ha poi espresso soddisfazione per il fatto che la legge “ha messo al centro delle politiche educative la persona e la piena realizzazione della libertà individuale e dell’integrazione sociale attraverso percorsi d’istruzione e formazione lungo tutto l’arco della vita”. Da rilevare che la normativa regionale riconosce “il ruolo prioritario della famiglia nel processo educativo dei figli” e “la funzione delle associazioni dei genitori all’interno del sistema educativo regionale”. Per la presidente dell’Agesc, inoltre, “molto interessante è il capitolo dedicato alla formazione professionale, dove viene garantita la possibilità di assolvere l’obbligo scolastico e favorito il passaggio tra i percorsi professionali e quelli d’istruzione, strumento sicuramente utile per prevenire e ridurre il fenomeno dell’abbandono scolastico”. La nota negativa riguarda il mancato riferimento alla legge 62/2000 (legge di parità o Berlinguer) dal momento che, ha concluso, “purtroppo ancora oggi molte amministrazioni pubbliche locali ignorano l’esistenza di questa legge dello Stato e in molti casi non riconoscono alle scuole paritarie e ai suoi alunni alcuni loro diritti, in quanto ne negano la natura di servizio pubblico”.Testo significativo. La legge ligure sul sistema educativo è “un testo significativo per diverse ragioni”, secondo Angela Galasso, presidente regionale della Federazione italiana scuole materne (Fism). Anzitutto, “è importante che una regione «anziana» come la nostra prenda atto dell’assoluta necessità di promuovere e diffondere una vera e propria cultura di attenzione in favore dei giovani che rappresentano la più importante risorsa della nostra società”. Ha poi sottolineato l’importanza dell'”approccio culturale trasversale in base al quale l’individuo è inteso come soggetto in relazione con altri e non come entità isolata, definibile esclusivamente attraverso l’elencazione dei diritti di cui è portatore, come molta cultura contemporanea tende a fare”. In tal senso, ha aggiunto, “il risvolto pratico immediato di questo approccio è la valorizzazione sussidiaria delle realtà intermedie esistenti che offrono un sostegno educativo” come, ad esempio, gli oratori e le reti di famiglie. In particolare, per quanto riguarda la prima infanzia, “la Fism ligure apprezza lo sforzo effettuato per la costruzione di un sistema di servizi” caratterizzato “da un alto livello d’integrazione con le altre agenzie educative e dal protagonismo delle famiglie”.Più raccordo con le associazioni professionali. Anche Rossella Verri, presidente dell’Uciim Liguria, ha sottolineato la positività dell’istituzione di un unico sistema educativo regionale “che integra i diversi percorsi educativi nell’ottica dell’apprendimento per tutta la vita, ampio e gratificante”. Nel contempo ha ricordato che sarebbe stato utile sottolineare, “con un articolo ad hoc, il ruolo e la funzione delle associazioni professionali qualificate dal Miur, quali soggetti da cui acquisire i pareri quanto a formazione iniziale e permanente di tutto il personale della scuola riguardo la didattica e le specifiche attività di orientamento degli allievi”. Inoltre, ha aggiunto, “sarebbe stato importante prevedere il raccordo con le associazioni professionali per l’attuazione dei programmi di aggiornamento e formazione”: un collegamento che, nell’attuale legge, “è previsto con le istituzioni scolastiche e universitarie”.a cura di Adriano Torti(29 maggio 2009)