A 2 mesi dal ciclone Nargis che ha causato 84mila morti in Myanmar (con 54mila persone tuttora disperse) l’Unicef continua a potenziare l’assistenza ai bambini e alle famiglie delle aree più gravemente colpite, fornendo scorte mediche e nutrizionali, acqua e servizi igienico-sanitari e sostenendo la riapertura delle scuole e la protezione dei bambini rimasti soli. "Il ciclone Nargis ha avuto gravi conseguenze sulla vita, l’incolumità e la salute dei bambini: l’Unicef" si sta impegnando affinché "i bambini del Myanmar continuino a ricevere l’aiuto di cui hanno bisogno per superare il grave trauma subito" ha dichiarato Ramesh Shresta, Rappresentante Unicef in Myanmar. "Non possiamo permettere che le sofferenze dei bambini non vengano affrontate e siano dimenticate". Grazie al sostegno di vari donatori, l’agenzia Onu per l’infanzia opera a stretto contatto con il Governo, le altre agenzie Onu e le organizzazioni partner per raggiungere, mediante elicotteri e battelli, le località più remote del delta dell’Irrawaddy e portare la necessaria assistenza. Secondo le stime Onu, le persone gravemente colpite sono 2,4 milioni, di cui un milione senza tetto e prive di mezzi di sussistenza. (segue)