In un’intervista rilasciata oggi pomeriggio all’emittente Telenova, la diocesi di Milano torna a dire la propria opinione sulla chiusura del centro islamico di viale Jenner. Portavoce del cardinale Tettamanzi è nell’occasione il vicario generale, vescovo Carlo Redaelli, a cui è chiesto se sia possibile conciliare la libertà di culto con i diritti dei cittadini, armonizzazione che in viale Jenner sembra problematica. “La libertà religiosa stessa è un diritto dei cittadini, non altro”, puntualizza. Per poi precisare: “La libertà religiosa di ciascuno, che può esercitarsi non solo singolarmente, come dice la costituzione, ma nelle forme concrete e associative delle diverse comunità religiose, deve tenere conto delle esigenze della società”. Dunque una libertà di culto “che va garantita senza trascurare il tessuto urbanistico di milano e la dislocazione delle persone, soprattutto di quelle di culto islamico”. Tenendo ben presente, conclude Redaelli, “il principio costituzionale del buon costume, o dell’ordine pubblico. E’ un principio fondamentale che va fatto osservare, ma nel rispetto di ciascuno e nella concordia di ciascuno”. (segue)