"Cerchiamo di essere molto prudenti ha ammesso suor Aurelia e agili nel cambiare abitazione da un posto all’altro. In Belgio abbiamo dovuto chiudere una casa perché eravamo minacciate". Al termine del percorso le ragazze possono decidere se rientrare in patria e qui entrano in azione i "rimpatri assistiti", con volo, accompagnamento e un assegno di 400 euro per il primo reinserimento o se restare nel Paese d’accoglienza. "In questo caso diamo opportunità per studiare la lingua, formarsi e cercare un lavoro", ha precisato la religiosa. I finanziamenti dei progetti provengono in genere dalle congregazioni stesse o da fondazioni collegate, talvolta da sovvenzioni pubbliche e private. Al convegno, che si terrà in via Aurelia 476, è prevista una conferenza stampa finale il 6 giugno, alle ore 13.30.