Un impegno di frontiera delicato e coraggioso, quello delle religiose "anti-tratta". Sono centinaia in tutto il mondo, e dal 2001 ad oggi hanno partecipato a dieci corsi di formazione per imparare ad ascoltare ed accompagnare centinaia di donne (ma anche minori) nel percorso di liberazione dalla schiavitù a scopo di sfruttamento sessuale. Il punto della situazione, con l’obiettivo di rafforzare la rete internazionale allargando le collaborazioni, verrà fatto dal 2 al 6 giugno prossimo a Roma, durante il congresso "Religiose in rete contro la tratta di persone", organizzato dall’Unione internazionale superiore generali (Uisg) e dall’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni). L’evento è stato presentato oggi a Roma. "Nell’ultimo decennio ha detto suor Victoria Gonzales de Castejon, segretaria Uisg c’è stato un impegno forte in questo campo da parte della vita religiosa femminile. Ora vorremmo coinvolgere anche i religiosi, soprattutto nel lavoro sui ‘clienti’ perché anche la prevenzione è molto importante". Fu infatti nel 2001, con una dichiarazione finale durante la plenaria dell’Uisg, che le superiori generali di tutto il mondo decisero di assumere la sfida di lavorare per "la dignità della donna". (segue)