IRAQ: STOCCOLMA. PADRE P.NAJIM, "OGGI INCONTRO CON AL MALIKI". APPELLO PER I RIFUGIATI (2)

Secondo il procuratore caldeo, infatti, "il miglioramento delle condizioni di vita, così come della sicurezza, aiutano alla costruzione della pace e della stabilità. Lavoro e sicurezza riportano fiducia nella gente che non è più spinta ad emigrare anzi al contrario tende a tornare". Quello dei rifugiati è un nervo scoperto per l’Iraq: "non mi risulta che si sia parlato dei rifugiati alla conferenza – dichiara mons. Najim – qui in Svezia dal 2003 ad oggi sono arrivati almeno 40mila iracheni, quasi la metà sono cristiani. Per fuggire dalle minacce hanno venduto tutto. Tutti gli iracheni, non solo cristiani, rifugiati all’estero sono legati al loro Paese e tornerebbero se ci fossero le condizioni per farlo. Intanto però andrebbero garantiti loro tutti i diritti fondamentali. Chiedo alla Svezia di continuare l’opera di accoglienza dei rifugiati iracheni e allo stesso tempo lo chiedo a tutti i Paesi europei. Garantire accoglienza agli iracheni in attesa che nel Paese d’origine vengano ristabilite sicurezza e stabilità, condizioni ideali per rientrare. Non vogliamo svuotare l’Iraq della sua gente e in particolare dei cristiani. Ricostruire significa permettere alla popolazione tutta, senza distinzioni di etnie e religione, di restare e a chi è andato via di tornare. Qui è in gioco il futuro del Paese".