Nell’attuale "contesto di emergenza educativa" è urgente "ripensare il valore formativo dell’obbedienza che non è un passivo sottomettersi a delle regole in ambito familiare, scolastico o sociale, bensì un entrare in relazione con chi educa, nella prospettiva di una crescita sana ispirata a desiderio e certezza di futuro". Il processo educativo "è un legame a tre fra ‘autorità educante’, educando e progetto di vita". Così padre Giuseppe Crea, psicoterapeuta e docente di psicologia alla Pontificia Università Salesiana, sottolinea al SIR il valore dell’obbedienza, uno dei punti richiamati dall’Istruzione della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica "Il servizio dell’autorità e l’obbedienza", diffusa ieri. Andando oltre l’orizzonte della vita consacrata, padre Crea afferma che l’obbedienza è "funzionale al progetto comune: nella vita consacrata, Dio; al di fuori di essa, il diventare uomo e cittadino". E qui l’esperto mette in guardia dal "rischio di disincanto e scoraggiamento che può afferrare l’educatore", che "può ridurre il proprio compito alla gestione di una routine quotidiana, come talvolta avviene in ambito scolastico, ma anche in famiglia, quando la relazione affettivo/educativa si atrofizza e a parlare, anziché il cuore, sono la tv, il computer o la spinta verso il guadagno e il successo professionale".