Nel 2007 il mercato del lavoro in Italia presenta segnali di rallentamento; l’occupazione continua a crescere, con ritmo dimezzato rispetto al 2006; cresce nelle regioni settentrionali e centrali del Paese e per due terzi è dovuta alla forza di lavoro straniera. Il tasso di attività del 2007 è 62,5% (70,5% nell’Ue27). Le differenze territoriali e di genere sono sempre accentuate: 69,1% al Nord, 52,5 al Sud; 74,4ù gli uomini, 50,7% le donne. Continua a calare la disoccupazione; in Italia i disoccupati nel 2007 sono poco più di 1.500.000, circa un milione di meno rispetto a dieci anni prima, nell’Ue27 il rapporto tra chi cerca impiego e le forze di lavoro passa dal 9 % del 2004 al 7,1 del 2007. A partire dal 2003 nel nostro Paese il calo della disoccupazione si è associato alla rinuncia a cercare un’occupazione. Tra gli inattivi si distinguono due aree: una di coloro che non sono né interessati né disponibili a lavorare (casalinghe, studenti, ritirati dal lavoro) e una "zona grigia" composta da soggetti che si mostrano interessati a lavorare (quasi 3 milioni di persone nel 2007). Alla zona grigia appartengono le "forze di lavoro potenziali" (chi cerca lavoro ed è disponibile a lavorare ma non ha effettuato ricerca negli ultimi 30 giorni): oltre 1.200.000 individui nel 2007. (segue)