ROMANIA: INCONTRO A BUCAREST SU "HUMANAE VITAE"

Nel "forte dibattito" in corso in Europa "fra quanti sostengono i principi non negoziabili attinenti alla dignità della persona umana e chi, al contrario, ritiene che pretese insaziabili debbano essere disciplinate giuridicamente e quindi assurgere" a "diritti soggettivi", occorre ribadire che la famiglia non può che continuare a trarre "la sua origine dal matrimonio che ne è l’atto costitutivo", ad avere "come membri essenziali il marito, la moglie e i figli nati dalla loro unione", e a costituire "la struttura base della società e il primo fondamento dell’ordine giuridico". Lo ha detto Alessandro d’Avack, presidente del "Comitato nazionale per lo studio del principio di sussidiarietà, solidarietà ed uguaglianza, da Leone XIII alla Costituzione europea", intervenuto ieri sera al convegno che si chiude oggi a Bucarest su "Humanae vitae tra attualità e provocazione. Una risposta moderna ad un problema multisecolare", promosso dal Comitato e dall’Istituto teologico romano-cattolico "Santa Teresa" della capitale rumena. Per d’Avack, il diritto "non può essere subordinato al mutamento del pensiero sociale dominante, ma deve fare salvi i principi di diritto naturale ed etici sui quali si basa un’ordinata convivenza civile". Al convegno sono intervenuti anche il presidente del Ccee, card. Péter Erdo, e l’arcivescovo di Bucarest, mons. Ioan Robu.