LIGURIA
Il contributo a soggiorni di tipo educativo, sociale e culturale
In ottemperanza a quanto stabilito dalla legge regionale 6/2009 (Promozione delle politiche per i minori e i giovani), la Regione Liguria, con delibera del 30 agosto, ha pubblicato le procedure per avvalersi dei contributi regionali riguardanti i soggiorni “svolti a scopo sociale, educativo-didattico della durata non inferiore a 6 giorni, realizzati da enti e associazioni sociali, religiose, sportive, ambientaliste, culturali, educative senza scopo di lucro”. I contributi sono concessi quale rimborso per i soggiorni svolti tra il 15 giugno e il 15 settembre e rivolti sia a minori autosufficienti che diversamente abili, residenti in Liguria e ospitati in soggiorni istituiti sia in Liguria sia fuori Regione. Per l’anno 2010 il contributo per ogni pernottamento è di cinque euro per il minore autosufficiente e otto euro per il minore diversamente abile.Sostegno al privato sociale. “Una legge significativa che viene incontro alle reali esigenze di chi si occupa di giovani e di educazione”. Ad affermarlo è don Francesco Fully Doragrossa, responsabile del Movimento ragazzi, assistente ecclesiastico del Ceis e docente di religione. La legge, spiega don Fully, è significativa prima di tutto perché “è applicata ai ragazzi liguri in quanto persone, ovunque essi vadano, e non soltanto all’interno della Regione”; in secondo luogo “perché incentra la legge sulla persona, che viene aiutata in quanto tale, ovunque essa vada a svolgere attività educativa, e perché pone un’attenzione particolare ai giovani portatori di handicap”; in terzo luogo, perché, “riconosce l’enorme lavoro educativo del privato sociale, senza distinzione di appartenenza, di quanti s’impegnano nell’organizzare i campi estivi che sono le uniche qualificate esperienze proposte a bambini, ragazzi e giovani”. “In estate – prosegue – vi è un lavoro enorme di parrocchie, associazioni di ogni livello che producono una crescita di partecipazione sociale, di educazione alla cittadinanza attiva che è patrimonio della società italiana”. Per questo, “una legge come questa è un riconoscimento pubblico di non poco conto”. Infatti, “garantisce di mantenere tutto questo con costi minimi” e “consente di accogliere ragazzi che non hanno risorse”. Poter accogliere i ragazzi “a costo zero o con offerte libere – spiega – è dettato soprattutto dal Vangelo, ma sapere che una parte del costo viene riconosciuta dalle istituzioni è un vero conforto”.Aiuto concreto. “Una legge giusta, che sta dando i suoi frutti, e per la quale va il nostro grazie alla Giunta regionale che, nonostante i tempi non propriamente facili, ha saputo ‘osare’ nel campo dell’educazione dei giovani”. È il commento di Filippo Guiglia e Donatella Mela, responsabili regionali di Agesci Liguria. L’anno passato, tutti i 68 gruppi liguri e gli eventi a livello regionale hanno ricevuto i contributi previsti e i ragazzi aderenti all’Agesci che hanno beneficiato della legge sono stati circa 7 mila. “È importante continuare a finanziare la legge – proseguono Guiglia e Mela – e ci auguriamo che questo accada a lungo, perché è un intervento che va a sostenere direttamente i giovani, le famiglie e ha aiutato la nostra associazione a educare anche alla ‘cittadinanza attiva’, a far capire ai ragazzi, cioè, che pagare le tasse serve anche a distribuire la ricchezza e ottenere dei servizi”. Per i responsabili Agesci, quindi, questi contributi sono fondamentali perché, anche se erogati a distanza di mesi, possono essere destinati a ridurre le quote di campi successivi, a progettare attività economicamente più onerose o, ancora, a rinnovare il materiale comune. “Riteniamo però importante finanziare anche le spese in conto capitale”, sottolineano Guiglia e Mela, perché “ogni estate si registra un aumento delle richieste di strutture e i soldi investiti in ammodernamenti, o nella messa in sicurezza di strutture già esistenti, sono sia un mezzo educativo, sia un importante volano per la piccola economia dell’entroterra ligure”.Legge per i giovani. “I contributi finanziati dalla Regione Liguria per soggiorni socio-educativi e didattici, come quelli per le attività di oratorio e similari, non sono leggi né per la Chiesa, né per gli scout, o per questa o quella associazione, ma per i giovani, ed è particolarmente significativo che siano stati accorpati in un unico testo di legge a favore delle attività giovanili”. Questo il commento di Fabrizio Repetto, presidente dell’Azione Cattolica della diocesi di Genova. Un secondo aspetto evidenziato da Repetto riguarda il fatto che “i contributi sono erogati in base al numero dei ragazzi per cui vengono premiati coloro che davvero hanno lavorato maggiormente e quindi hanno necessità di un sostegno maggiore”. Tanto più che “tali contributi sono rimborsi di attività già svolte e non si basano su previsioni”. In conclusione, per il presidente di Ac, “è interessante notare che con la legge per la promozione delle politiche per i minori e i giovani la Regione ha deciso di impegnarsi a sostenere le attività educative dell’associazionismo e delle parrocchie durante tutto l’intero anno solare: in inverno tramite il finanziamento delle attività oratoriali, d’estate con il sostegno alle attività di soggiorni e campi estivi”.a cura di Adriano Torti(8 settembre 2010)