Quello dell’immigrazione "è un problema che non è ghettizzabile, ma ci interessa tutti". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, durante la prima conferenza stampa della 58ma Assemblea dei vescovi italiani. "Da sempre," ha ricordato Betori, la Chiesa invita a "coniugare legalità e accoglienza, per valutare come quest0’ultima sia concretamente possibile". "Scindere i due termini ha aggiunto sarebbe fare una lettura ideologica". Il "vero realismo", in materia di immigrazione, consiste dunque per i vescovi nel "coniugare insieme le esigenze della legalità, che è il presupposto della sicurezza sociale, con le esigenze dell’accoglienza, in forza del rispetto della dignità della persona umana". Quanto ad un eventuale pronunciamento dei vescovi a favore o contro l’introduzione del reato di clandestinità, Betori ha informato che "durante l’assemblea non ci si è confrontati con la domanda esplicita". I presuli, invece, hanno affrontato "il problema della permanenza temporanea degli immigrati, su cui la società deve decidere circa l’accoglienza o meno nel nostro Paese. Se lo strumento siano i Centri di permanenza temporanea o altro ha commentato Betori non sta a noi deciderlo. Certo bisogna dare una risposta confacente alla dignità della persona, alle condizioni di vita e al livello di civiltà nel nostro Paese". (segue)