"Come parlano di Dio cristiani e musulmani?". A chiederselo è la Conferenza dei vescovi francesi, che ha pubblicato una nota della Commissione dottrinale rilanciata oggi dall’Osservatore Romano – per dar seguito al dibattito avviato nel novembre scorso a Lourdes, durante l’assemblea plenaria, con il dossier "Cattolici e musulmani nella Francia di oggi". "Prima di tutto si legge nel documento firmato dall’arcivescovo di Albi, Pierre-Marie Carré, presidente della Commissione dottrinale un aspetto s’impone: il cristianesimo e l’islam sono religioni monoteistiche". Tuttavia, precisa Carrè, se si tratta "del Dio con il quale la creatura umana è in rapporto mediante l’atto di fede, la preghiera, il desiderio di compiere la sua volontà, di compiacerlo e di amarlo (il che è vero nella corrente mistica dell’islam), in quanto entità eterna, creatrice, benevola, allora il cristianesimo e l’islam possono riconoscersi senza troppa difficoltà". Anche "un approccio metafisico" rivela "numerose similitudini", ma aggiunge l’arcivescovo "una convergenza così evidente", sottolineata dal Concilio, "non può lasciare nell’ombra differenze e persino opposizioni radicali. Il modo in cui i cristiani e i musulmani parlano di Dio è molto diverso". Ecco perché sottolinea la nota "conviene approfondire la questione individuando con cura i punti di forza per un vero dialogo". ” ” ” “