Dopo aver ricordato "i rischi che corre quella Chiesa, come in genere le altre Chiese pellegrine in Occidente", "rischi legati alla sottile influenza del secolarismo e del materialismo che depotenziano i credenti nella loro testimonianza pubblica", il presidente della Cei ha aggiunto: "Esprimere liberamente la propria fede, partecipare in nome del Vangelo al dibattito pubblico, portare serenamente il proprio contributo nella formazione degli orientamenti politico-legislativi, accettando sempre le decisioni prese dalla maggioranza: ecco ciò che non può mai essere scambiato per una minaccia alla laicità dello Stato". Ha poi aggiunto che "la Chiesa non vuole imporre a nessuno una morale religiosa" e propone invece, "insieme a principi tipicamente religiosi, i valori fondamentali che definiscono la persona… (i quali) proprio perché fondativi, sono di ordine naturale, radicati cioè nell’essere stesso dell’uomo". Riproponendo poi i concetti del Papa espressi all’assemblea dell’Onu, in occasione del 60° della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, Bagnasco ha sottolineato la "erosione interna" di tali diritti, proponendo come antidoto a questo processo "il riconoscimento del valore trascendente e, in ultima istanza, religioso proprio di ogni persona".