"Potrebbe accadere – e questo sarebbe tragico – che dopo un iniziale sbigottimento l’orrore per quanto accaduto, la tragica scomparsa di Lorena e la vita spezzata dei suoi coetanei passi senza insegnarci nulla. Non parliamo di una storia "virtuale", una "fiction", ma di una realtà che può essere letta come un insegnamento, un severo monito per tutti". Partendo dal ricordo della 14enne trucidata da tre coetanei a Niscemi, i responsabili dell’ufficio regionale per la pastorale familiare della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), Lorena e Pino Busacca, propongono una riflessione sul sito www.chiesadisicilia.org: "Siamo lontani dal puntare il dito, dal giudicare dice la coppia – piuttosto chiediamoci se anche in noi alberga la violenza, preghiamo anzi urliamo a Dio il nostro pentimento e invochiamo perdono". Lorena e Pino Busacca lanciano allora "la proposta della speranza reale". "Affinché prevalga ci permettiamo di dire ai ragazzi che il piacere non è l’amore. L’amore vero lo impariamo da Gesù: è donarsi, amare per primi e non solo essere amati; a noi genitori che siamo chiamati ad insegnare il perdono perdonando ed amando noi per primi; alle istituzioni che il centro e il motore morale, il motore della nostra società è la famiglia e per questo va sostenuta. amata, incentivata". (segue)