UNIVERSITÀ CATTOLICHE: IN AMERICA, AFRICA E ASIA LA SFIDA DI FORMARE GIORNALISTI MOTIVATI (2)

"Abbiamo standard internazionali molto alti – ha detto Silvia Pellegrini, decana della facoltà di comunicazione della Pontificia Università Cattolica, dove ogni anno studiano circa 800 studenti -. La nostra identità cattolica è molto forte e siamo anche vicini alla Conferenza episcopale. Per cui ci interessa, tra altro, preparare gente per il lavoro nelle diocesi, ma anche nei media laici. Abbiamo radio cattoliche e un canale tv che appartiene all’università". I giornalisti cattolici in Cile, ha precisato, "sono tra il 20 e il 40% del totale. Molti nostri ex-alunni sono ora direttori di testate. Ci interessa anche avere buoni docenti che siano anche buoni cattolici". In Nigeria, come ha raccontato padre Joseph Oladejo Faniran, direttore del Centro per lo studio della cultura africana e comunicazione con sede a Port Harcourt, è importante "formare laureati ben preparati in scienze della comunicazione, con una visione ecclesiale, in modo da contribuire allo sviluppo sociale e culturale dell’Africa". Padre Franz Josef Eilers, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali della Federazione delle Conferenze episcopali dell’Asia, ha precisato che "ogni Paese ha una situazione diversa ma i cristiani sono spesso minoranza. Nelle Filippine abbiamo l’associazione delle università cattoliche con più di 16 membri: ora l’urgenza è formare docenti e professionisti cattolici".