Nelle carceri italiane vivono anche 47 bambini da 0 a 3 anni. E le condizioni psichiche precarie, dovute alla restrizione della libertà e al sovraffollamento in spazi ristretti, sfociano in gesti estremi: lo scorso anno si sono verificati in cella 1.110 tentativi di suicidio, 6.450 scioperi della fame, 4.850 episodi di autolesionismo. La denuncia arriva dall’Amapi, Associazione medici amministrazione penitenziaria italiana. Ben 300 medici che lavorano nelle carceri si incontrano oggi e domani ad Amalfi per XXXI Congresso nazionale di medicina penitenziaria. Un’occasione per denunciare "la drammatica situazione in cui si vengono a trovare i 53.000 detenuti (2.350 sono donne) rinchiusi nelle 210 carceri italiane", sottolinea Francesco Ceraudo, presidente di Amapi. Entro la fine del 2008 si prevede che il numero dei reclusi raggiungerà quota 60 mila. "Sono già ampiamente esauriti gli effetti positivi dell’indulto osserva Ceraudo -. L’amministrazione penitenziaria ancora una volta si lascia cogliere assolutamente impreparata". E parla di "limiti di violazione dei diritti umani" dietro le sbarre. E snocciola cifre: "16.000 tossicodipendenti (di cui 2.167 in trattamento metadonico); 21.400 extracomunitari (tra cui 2.500 albanesi, 3.900 marocchini, 1.950 tunisini, 1.100 algerini); 5.200 affetti da epatite virale cronica (Hbv e Hcv); 2.500 sieropositivi per Hiv; 6.500 disturbati mentali".