LIGURIA

Più lavoro e più famiglia

La legge finanziaria 2012 e le attese del territorio

La legge finanziaria della regione Liguria per l’anno 2012 registra una contrazione di bilancio di 234 milioni. A questo dato vanno aggiunti i tragici eventi alluvionali che hanno colpito la Regione che, oltre alle numerose vittime, hanno causato ingenti danni al territorio e alle infrastrutture. A causa della riduzione della quota di Fondo sanitario nazionale di competenza il 2011 si è chiuso con un disavanzo di circa 150 milioni di euro. Per questo si stanno approntando misure di copertura correlate alla vendita degli immobili di proprietà delle Asl e della Regione. Dal 2009 la Liguria non fa pagare l’addizionale regionale all’Irpef ai liguri con un reddito inferiore ai 30.000 euro, mentre è stata tenuta ferma l’Irap. Tra le positività va anche ricordato che i finanziamenti destinati all’ambiente e alla protezione civile, sono passati complessivamente da 70 a 85 milioni di euro.Lavoro e semplificazione amministrativa. Per l’imprenditore e presidente del gruppo ligure dell’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), Davide Viziano, "il tema dominante" dev’essere "l’attenzione al lavoro". Per questo ha sollecitato e auspicato una "semplificazione amministrativa" per chi vuole fare impresa. Andrebbe quindi adottato il "criterio di responsabilità, dando fiducia ai cittadini che vogliono fare impresa colpendo in maniera adeguata eventuali autocertificazioni mendaci". Altro tema fondamentale è un "corretto meccanismo della rimessa in circolo degli investimenti" valorizzando "meccanismi che consentano alle aziende di fare innovazione, ricerca e investimento tramite il reinvestimento degli utili" e "premiando gli imprenditori che effettuano nuove assunzioni". Viziano sottolinea l’esigenza di "potenziare i distretti industriali", di agevolare "le aziende che operano nel settore turistico"; sottolinea pure la necessità d’investire "sul sistema portuale ligure" accelerando l’iter per "la realizzazione del collegamento veloce tra il porto e gli spazi oltre l’Appennino". Un altro tema è "il rilancio dell’aeroporto che necessità di seri piani di marketing aeroportuale". Un’attenzione tutta particolare va poi riservata al tema della fuga dei giovani da Genova e dalla Liguria. "In generale – afferma Viziano – vanno via i più bravi e i giovani si muovono in fretta, molto più in fretta, dei tempi delle decisioni politiche".Attenzione alla famiglia. La presidente del Forum regionale delle associazioni familiari, Anna Maria Panfili, chiede "trasparenza sulle scelte" e ricorda che "investire sulla famiglia vuol dire risparmiare risorse pubbliche perché se le famiglie sono più forti e solide sono meno inclini a chiedere sostegno e aiuti esterni". In merito alla trasparenza, afferma che "oggi più che mai abbiamo diritto di verificare che la spesa pubblica persegua davvero e solo il bene comune". A questo proposito "serve individuare le priorità basandosi, non solo sugli investimenti da fare, ma sul criterio della resa degli investimenti stessi" e "la famiglia è un investimento ad alta resa, perché risponde al bene comune, realizza sussidiarietà, tutela la libertà delle persone e le preserva dal rischio povertà". Alla Regione il Forum chiede inoltre di "introdurre il principio della valorizzazione dei carichi familiari, nell’ambito della legislazione di competenza e nell’applicazione delle tariffe e delle imposte a carattere regionale, che il Forum chiama ‘Fattore famiglia’". Da qui la richiesta affinché la Regione "attuando il trasferimento di risorse ai Comuni, fornisca linee d’indirizzo affinché i Comuni stessi applichino analoghi criteri di sostegno alle famiglie". "La crisi della famiglia – dice ancora Panfili – è una delle principali cause di povertà", per questo "investire sulla solidità delle famiglie garantisce la coesione sociale".Abolire sprechi e privilegi. Tra le priorità indicate da Giovanni Sollenni, presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori (Mcl) di Genova, c’è la lotta agli sprechi. "Invece di infierire ulteriormente su famiglie e aziende in difficoltà è necessario, anzi dovuto, imparare a evitare gli sprechi e i privilegi delle varie caste pubbliche e para-pubbliche, nella stessa maniera che deve fare lo Stato". Una strada, afferma, che "chiedono a gran voce tutti i cittadini, inascoltati da troppo tempo". Sollenni auspica poi che la Regione "faccia in modo di contribuire al benessere di cittadini e imprese, favorendo in primo luogo il lavoro, vera emergenza del nostro territorio" sostenendo che "le tasse devono aumentare in conseguenza della crescita dei redditi, non per l’aumento delle aliquote che causa solo ulteriore depressione". In merito alle azioni intraprese dalla Regione per ridurre e razionalizzare la spesa sanitaria, Sollenni evidenzia "il rischio che vengano ridotti servizi essenziali ai cittadini, senza che le strutture siano più efficienti e fruibili" come "la disponibilità dei punti di pronto soccorso, che la difficoltà di spostamento nel nostro territorio impone numerosi e ben distribuiti".a cura di Adriano Torti(09 gennaio 2012)