LIGURIA

Una rete per gli anziani

Diciannove progetti fondati sul patto di sussidiarietà

La Regione Liguria avvierà a marzo 19 progetti, uno per ogni distretto socio-sanitario, per sostenere e monitorare gli anziani che vivono soli e in una situazione di fragilità. L’iniziativa è dell’assessorato regionale alle Politiche Sociali della regione Liguria che l’ha realizzata in collaborazione con il Forum del Terzo settore. Il progetto prevede che siano i medici di famiglia, oltreché i servizi sociali territoriali, a effettuare le segnalazioni per inserire i soggetti a rischio all’interno della rete di sostegno costituita da Terzo settore, cooperative sociali, associazioni e volontariato. L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, parte in un momento molto difficile per il sistema di welfare, che vede a tutti i livelli una notevole riduzione delle risorse, e si propone l’obiettivo di conservare il sistema dei servizi sociali e provare a riprogettare, in collaborazione e sintonia con le altre Regioni, nuovi modelli di assistenza con organizzazione e servizi più flessibili e risposte integrate tra i diversi attori del sistema. L’innovazione riguarda la procedura che prevede l’applicazione dei patti di sussidiarietà, attraverso un procedimento di evidenza pubblica che individua soggetti del Terzo settore, del volontariato, dell’associazionismo, delle cooperative sociali che mettono a disposizione risorse a favore dei distretti socio-sanitari liguri, incrementando i servizi offerti.Modello sperimentato. "È apprezzabile che la Regione abbia accolto un modello sperimentato positivamente dal volontariato come risposta importante a una necessità del territorio, che riguarda la cura degli anziani soli: la formula della comunità per anziani a Genova è stata ideata e portata avanti già dalla Comunità di Sant’Egidio e risulta che gli esiti siano stati, a oggi, molto soddisfacenti per gli interessati e a bassi costi dal punto di vista delle risorse necessarie". Ad affermarlo è Anna Maria Panfili, presidente regionale del Forum delle associazioni familiari, che aggiunge: "C’è da augurarsi, però, che la ripresa e l’ampliamento del modello da parte della Regione non ‘burocratizzi’ eccessivamente la gestione delle comunità da parte del volontariato, il cui pregio è proprio quello di mantenere flessibilità rispetto alle esigenze dell’utente che in questo caso, essendo anziano, ha anzitutto bisogno di umana vicinanza". La presidente del Forum esprime poi l’auspicio "che il progetto conservi anche il pregio del basso costo, poiché nell’attuale situazione di crisi ogni nuova spesa pubblica dovrebbe trovare la sua giustificazione nella reale impossibilità di sperimentare soluzioni meno onerose". Appare, comunque sia, "interessante l’idea di favorire la costruzione di una rete di sussidiarietà orizzontale tra operatori pubblici e privati, con l’importante valorizzazione del ruolo dei medici di famiglia" in quanto "questa scelta potrebbe rappresentare l’avanguardia di ulteriori sperimentazioni, soprattutto a fini di maggior coinvolgimento del Terzo settore e del volontariato in genere nella programmazione delle politiche sociali e familiari". Infine Panfili rileva che "appare, tuttavia, importante che la rete favorisca dialogo e collaborazione tra i diversi operatori, ma rispetti la necessaria autonomia delle associazioni di volontariato che, nel quadro della sussidiarietà verticale, rappresentano la comunità più vicina alla persona dopo la famiglia".Esempio di sussidiarietà. "I progetti di comunità per anziani rappresentano un concreto esempio di sussidiarietà orizzontale e di valorizzazione delle risorse territoriali", dichiara Andrea Rivano, segretario regionale del Forum del Terzo settore e vicepresidente provinciale dell’Anspi di Genova. "Nei progetti – aggiunge – il Terzo settore, nelle sue diverse forme e caratteristiche (dalle piccole associazioni locali, alla cooperazione sociale, dalle parrocchie alle grandi associazioni di volontariato e/o promozione sociale), ha realmente condiviso e coprogettato con le istituzioni locali, analizzando le reali necessità territoriali e individuando le possibili risposte da mettere in campo". Rivano sottolinea "l’importante coinvolgimento dei medici di famiglia, che rappresentano sempre un punto di riferimento e di appoggio per gli anziani, che troppo spesso rimangono a latere di un sistema di welfare inteso nel senso più ampio del termine". "Ovviamente – precisa – va ricordato che le risorse del Terzo settore devono essere sempre intese a integrazione, sostegno e miglioramento del sistema dei servizi, ma mai come sostituzione degli stessi". Infine, il segretario regionale parla di una "significativa procedura che si basa sui patti di sussidiarietà attraverso un procedimento a evidenza pubblica, che potrebbe rappresentare una modalità ‘alternativa’ di affidamento dei servizi che si basa sul coinvolgimento del territorio e delle proprie potenzialità e ricchezze".a cura di Adriano Torti(17 febbraio 2012)