In Svizzera è stata sciolta, dopo 43 anni di attività, "Migratio", la Commissione della Conferenza episcopale per i migranti. Verrà riorganizzata, con trasferimento da Lucerna e Friburgo, e farà parte giuridicamente dell’associazione "Conferenza dei vescovi svizzeri". Cambiamenti che rientrano, spiega Luisa Deponti, del Cserpe (Centro studi e ricerche per l’emigrazione), "nel quadro di una più ampia ristrutturazione delle varie commissioni della Conferenza episcopale, allo scopo di favorire maggiormente la collaborazione e le sinergie tra i diversi settori". Fin dal 1965 "Migratio" si è occupata delle questioni pastorali, sociali e culturali legate alla presenza dei migranti in Svizzera. Oggi, ha detto l’esperto Alois Odermatt, durante l’ultima assemblea annuale di "Migratio" svoltasi nei giorni scorsi a Berna, "si evidenzia la necessità e la chance di una pastorale dialogica", visto che parrocchie e missioni "non sono più in grado autonomamente di far fronte alle nuove sfide pastorali". Servono, invece, "collaborazione e scambio vivace delle diverse ed arricchenti esperienze pastorali". "La vita ecclesiale ha precisato non potrà che crescere se vi sarà la possibilità di approcci differenti e di espressioni molteplici, anche dal punto di vista linguistico e culturale".