"Non ci saranno solo i giovani che frequentano parrocchie e movimenti ad accogliere il Papa, ma anche quelli, chiamiamoli così, lontani. E lo faranno a modo loro, tenendosi un po’ a distanza, ma prestando attenzione a ciò che dirà". Don Nicolò Anselmi, direttore del Servizio nazionale Cei per la pastorale giovanile, sarà a Genova per la visita di Benedetto XVI alla città, domenica 18, e racconta al Sir le attese dei giovani genovesi. "E’ nel carattere dei genovesi guardare le cose da lontano spiega don Anselmi che è stato per lungo tempo incaricato diocesano della pastorale giovanile di Genova ma sicuramente si lasceranno interpellare dalle parole del Papa. Questa visita rappresenta sicuramente uno stimolo alla missione per i giovani che partecipano alla vita ecclesiale ed un mezzo di avvicinamento ai loro coetanei". "Anche Genova, come molte altre città aggiunge vive quella emergenza educativa più volte richiamata da Benedetto XVI. Ma questa città è dotata anche di molti mezzi e risorse per affrontarla, scuole e centri giovanili in primis. Forse il vero problema è riunirle per dare una risposta forte unica anche a quello che è un dato preoccupante per la regione, ovvero l’elevato numero di famiglie in difficoltà. Una pastorale integrata è in questo senso molto importante e la visita di Benedetto XVI può rilanciare questo impegno".