ROM: MIGRANTES, SONO DIVENTATI "IL CAPRO ESPIATORIO DI INSICUREZZE E PAURE" (2)

"Negli atti processuali esaminati non c’è un caso – spiega don Schiavon – in cui si sia accertato il reato ed emessa una condanna". "Non c’è un caso dimostrato in Italia, a detta anche delle Questure, che dietro il rapimento di bambini ci siano Rom e Sinti", afferma il sacerdote, eppure la situazione di questi ultimi mesi di "attacco ai Rom ha portato a un clima avvelenato nei loro confronti facendoli diventare il capro espiatorio di insicurezze e paure". Ora sono le comunità nomadi "a sentirsi minacciate e insicure". In questo clima – secondo don Schiavon – entrano i fatti di Ponticelli "senza tener conto dei tanti episodi di violenza con vittime i Rom dei quali no si è mai detto nulla". Per il sacerdote, inoltre, "nessuno mai si permetterebbe di far pagare a una nazione intera la colpa di un singolo, e quando una persona delinque non viene cacciata via tutta la famiglia. I Rom non sono un popolo con leggi a parte, ma sono cittadini italiani, europei". Le parole di "razzismo e le campagne etniche – secondo il direttore dell’ufficio Migrantes – hanno la capacità di fomentare la violenza di gruppi che sono esasperati per altri motivi". La Chiesa "amante della vita e di ogni persona non teme di dire parole forti quando minoranze, gruppi, persone deboli non sono rispettate nei loro diritti fondamentali", conclude il responsabile Migrantes della pastorale dei rom e sinti.