LIGURIA

Studiare lavorando

Nuovo accordo sull’apprendistato di alta formazione per universitari e laureati

Dal 2014 gli studenti universitari liguri potranno svolgere parte del loro percorso di studi in azienda attraverso il nuovo contratto di apprendistato di alta formazione approvato dalla Giunta regionale ligure. L’intesa è stata firmata da Università di Genova, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali. Per la prima volta lo studente universitario potrà essere assunto, con il nuovo contratto, svolgendo parte del proprio percorso di studio in azienda, continuando così a studiare lavorando. Potranno usufruirne studenti universitari o laureati per la frequenza di master universitari e dottorati di ricerca. Risultato positivo. Il nuovo accordo sull’apprendistato di alta formazione rappresenta “un risultato più che positivo perché s’inserisce in un percorso fondamentale di politiche attive del lavoro – ha affermato Maresa Meneghini, segretaria Cisl Liguria per le politiche del lavoro -; in questi ultimi anni, purtroppo, dal punto di vista occupazionale, ci siamo persi una generazione con conseguenze pesanti sul piano sociale e di progettazione del futuro oltre che economico”. Per invertire tale tendenza, “collegare lavoro e formazione diventa fondamentale”. La positività dell’accordo “non è, almeno per il momento, sui numeri, ma sul fatto che si è avviato un processo, assolutamente prioritario accanto alle politiche passive (vedi ammortizzatori), per un incontro efficace di domanda e offerta nelle competenze medio-alte”. La segretaria Cisl ha ricordato che “in confronto con le altre regioni del Nord Italia, la Liguria si trova in una posizione negativa considerata la cronica emigrazione di giovani che colpisce tutti i settori, ma soprattutto i cervelli”. Un fatto dovuto tra l’altro al “ridimensionamento delle grandi imprese per cui per i giovani, in particolare laureati, è più difficile inserirsi in realtà lavorative medio piccole”. Le tendenze attuali, ha proseguito, “non ci permettono di tornare facilmente a una piena occupazione perché non basterà la crescita da sola a ricreare occupazione”. In altre parole, “bisogna puntare sulla formazione per fare in modo che i giovani restino e le loro competenze possano dare il via a nuovi percorsi produttivi, perché il mondo produttivo è cambiato e non possiamo pensare di preparare i giovani alla grande impresa tradizionale. Dobbiamo prepararli e motivarli a fare nuova impresa, a investire sulle idee e su se stessi”.Test importante. “La normativa sull’apprendistato – ha ricordato Giovanni Sollenni, presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori di Genova – è stata più volte rimaneggiata in questi anni e forse lo sarà ancora, nel continuo tentativo di adattare ai tempi che cambiano lo strumento storicamente più apprezzato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro”. In quest’ottica i contratti di alta formazione rappresentano “un’alleanza trasversale, di cui abbiamo davvero bisogno, per superare l’impasse in cui ci troviamo, tra regioni, parti sociali e istituti formativi. Tutti sono chiamati a un ruolo attivo nel definire i percorsi più adatti alle singole realtà”. Per Sollenni, “questo protocollo d’intesa sull’apprendistato in alta formazione può essere un importante test per iniziative future di ampio respiro, che non dovranno necessariamente essere finanziate con soldi pubblici per essere efficaci”. Inoltre, “questa iniziativa dovrebbe centrare l’obiettivo di fornire ai giovani studenti quella conoscenza ed esperienza del mondo del lavoro che molto spesso non hanno”, diventando “un’opportunità unica per dotarsi di quella cultura del lavoro che è una reale carenza nella ricerca dell’impiego, e non solo del primo”. L’augurio, ha concluso, è che “lavorare durante gli studi possa diventare in Italia una prassi consueta, come già accade frequentemente in altri Paesi, grazie anche all’attivazione di protocolli d’intesa come questo”.a cura di Adriano Torti(1 ottobre 2013)