Anche il Pontificio istituto missioni estere (Pime) è mobilitato per il popolo del Myanmar colpito dal ciclone Nargis il 2 e 3 maggio scorsi. Presenti nel Paese da oltre 140 anni, i missionari stanno promuovendo una campagna di solidarietà chiamata, in lingua birmana, "Sanamu mieta (simpatia e amore)", che significa "Ti sono vicino con amore". Il Pime lancia quindi un appello "per portare sollievo alle popolazioni colpite e per portare soccorso immediato con beni di prima necessità. La forza devastatrice del vento e delle piogge ha colpito le aree della città di Yangon, il delta del fiume Irrawaddy e le regioni costiere dello Stato Mon", riferiscono i missionari, chiedendo di diffondere la campagna (www.pimemilano.com). Un testimone oculare del disastro, anonimo per motivi di sicurezza, ha raccontato: "La gente è disperata: prezzi alle stelle, assoluta scarsità di cibo. Si diffondono notizie di violenze e saccheggi. La situazione sanitaria generale è alquanto precaria, concreta la possibilità che si diffondano epidemie. E l’arrivo imminente della stagione delle piogge peggiorerà ulteriormente la situazione". E denuncia: "La città è piena di zanzare e si teme una rapida diffusione di febbre dengue. Gli aiuti portati dal governo sono tardivi e inadeguati. Non ho notizia di alcun bene distribuito alla popolazione civile, oltre a quelli mostrati in tv".