“Un Comitato nazionale di media etica, simmetrico al Comitato di bioetica quanto a funzioni, modalità e poteri di intervento”, per far fronte alla “rivoluzione” mediatica portata da internet. Con questa proposta Giancarlo Zizola (giornalista e docente), docente di Etica della comunicazione all’Università di Padova, ha aperto questa mattina a Roma il convegno su “Informazione e democrazia”, organizzato dall’Unione cattolica della stampa italiana (Ucsi), al quale sono intervenuti tra gli altri Stefano Rodotà (Università “La Sapienza” di Roma) e mons. Claudio Maria Celli (presidente del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali). Tale comitato, ha evidenziato Zizola facendo riferimento all’"infoetica" di cui parla Benedetto XVI nel messaggio per la recente Giornata delle comunicazioni sociali, “potrebbe essere uno strumento adeguato per vegliare sulla libertà d’informazione dalle esorbitanti pressioni degli interessi economici, altrimenti difficilmente contenibili, e sulla libertà dei cittadini dagli abusi dei media in riferimento a un nucleo di valori condivisi”. “Ove la comunicazione – ha aggiunto – perdesse gli ancoraggi etici e sfuggisse al controllo sociale, diverrebbe difficile circoscrivere la perdita dei suoi riferimenti alla centralità e alla dignità inviolabile dell’uomo”, condizionando “la libertà e la vita stessa delle persone”.