"L’amore vede più che la ragione". Lo ha detto il Papa, che nella catechesi di oggi ha citato un pensiero di san Bonaventura, mutuato dallo Pseudo-Dionigi Aeropagita, il teologo del VI secolo al centro dell’udienza generale di oggi. Ricordando il "grande influsso" di Dionigi "su tutta la teologia mistica medievale", Benedetto XVI ha fatto notare che l’Aeropagita "fu riscoperto soprattutto da San Bonaventura, che vi ha trovato gli strumenti concettuali" per descrivere "l’unità così semplice, così profonda, di san Francesco". "Nelle tenebre della ragione ha detto il Papa citando ancora San Bonaventura, e la sua interpretazione di Dionigi la fede vede, è occhio; l’esperienza ci dà più della riflessione". Per Dionigi, in particolare, "nella semplicità delle immagini della Bibbia troviamo la ‘faccia’ di Dio: così Possiamo capire che neanche i più alti concetti di Dio non arrivano a descrivere la grandezza di Dio". In questo senso, la teologia dell’Aeropagita è essenzialmente "una teologia negativa", perché "si riesce più facilmente a dire ciò che Dio non è, più che ciò che è". In questo modo, ha concluso il Papa, per Dionigi "solo nelle immagini possiamo trovare il vero volto di Dio, nel suo volto molto concreto, che è Cristo".