La cellula familiare ha affermato il presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti – ha "una missione educatrice da svolgere. Attraverso l’esempio e il dialogo, i genitori possono assolvere al compito di catechisti dei loro figli, offrendo una cultura della vita, nel rispetto dei valori, nell’armonia delle relazioni, nell’osservanza della religione e nella salvaguardia del creato". In questa pastorale, secondo il porporato, "si devono adottare modalità di espressione diverse, cercando di qualificare sempre più la creatività e lo zelo degli operatori pastorali". E’ toccato poi al segretario del dicastero, mons. Agostino Marchetto, fare un bilancio dell’attività dall’ultima Plenaria svoltasi due anni fa. Per il presule, la "crescita inarrestabile del fenomeno della mobilità umana nel mondo richiede al Pontificio Consiglio una dedizione sempre maggiore e qualificata". Durante l’assemblea sarà fatto il punto della situazione della famiglia nel mondo delle migrazioni: spunto per gli operatori pastorali, che "dovranno trasformare la famiglia migrante in un fattore più efficace per l’evangelizzazione e per il consolidamento dei valori cristiani, rendendola non solo beneficiaria dell’azione pastorale e caritativa della Chiesa, ma anche protagonista dell’evangelizzazione, nel suo specifico ambito".