SERBIA: UNGARO (ESPERTO), IN PRIMO PIANO LA "VOGLIA D’EUROPA", SULLO SFONDO "IL NODO-KOSOVO"

"La Serbia ha ribadito ancora una volta la sua voglia d’Europa". Così Mauro Ungaro, direttore del settimanale della diocesi di Gorizia (Voce Isontina) ed esperto in politica balcanica, commenta al SIR i risultati delle elezioni politiche di domenica scorsa. "Premiando con la maggioranza relativa dei voti (circa 39%) la lista per la Serbia europea del presidente Boris Tadic, l’elettorato del Paese balcanico – afferma Ungaro – ha voluto inviare un chiaro segnale a Bruxelles: si allontanano, così, quelle nubi nazionaliste che, dopo l’indipendenza unilaterale per il Kosovo votata a febbraio dal Parlamento di Pristina, avevano cominciato ad addensarsi sul cielo di Belgrado". Il risultato elettorale non ha però chiarito chi sarà a guidare la Serbia nei prossimi anni. "La lista di Tadic – ricorda Ungaro – non ha i numeri per raggiungere la maggioranza assoluta. Salvo riavvicinamenti (peraltro al momento attuale alquanto ipotetici) fra il premier uscente, il nazionalista Vojislav Kostunica, e Tadic, ago della bilancia diviene quindi il Partito socialista, erede di Slobodan Milosevic, che farà pesare l’8% dei consensi raggiunti. Al momento attuale, questa pare essere la soluzione più gettonata". (segue)