"Dalla bocca degli innocenti giunge un segnale forte anche alla Chiesa. Al di là di tutti i nostri impegni pastorali, dobbiamo ritornale all’impegno della preghiera". E’ quanto dice al Sir mons. Giuseppe Fiorini Morosini, neo vescovo di Locri-Gerace (è stato ordinato venerdì scorso a Paola e farà il suo ingresso in diocesi il prossimo 7 giugno), commentando le lettere di alcuni bambini di San Luca (Rc) appartenenti a famiglie coinvolte nella ‘ndrangheta che chiedono alla Madonna di Polsi, molto venerata nella Locride, la pace per le loro famiglie e per tutti. "Che siano stati dei bambini a ricordercelo è un fatto provvidenziale, che noi dobbiamo essere capaci di accogliere come profezia", dichiara il neo vescovo, che ieri, in un messaggio inviato ai partecipanti ad un raduno mariano a Placanica, ha chiesto per la "nostra" Locride e per la Calabria intera "riconciliazione nella nostra terra perché cessino gli odi e le divisioni; perché non ci sia più spargimento di sangue; perché nelle nostre strade torni la pace, la serenità, la gioia di vivere". Mons. Morosini lunedì prossimo sarà ricevuto dal presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, al quale dirà che la Chiesa "farà tutti gli sforzi per formare le coscienze, ma se lo Stato non interviene a creare le premesse di lavoro e a garantire la legalità il nostro lavoro formativo viene vanificato".