"Un invito alla pacatezza perché è difficile dare soluzioni idonee e opportune quando il clima è esasperato e non sereno". Così don Giuliano Zatti, responsabile del servizio diocesano per le relazioni cristiano-islamiche, ” “spiega la motivazione che ha portato la diocesi di Padova a scrivere un documento sui luoghi di culto musulmani. "Altrimenti aggiunge – si corre il rischio di legare il diritto alla espressione religiosa e il principio di legalità alle diverse correnti politiche di destra e di sinistra" mentre il documento di Padova garantisce il sacerdote – è "un documento frutto di un lavoro lungo e complesso in cui sono confluite sensibilità diverse". L’altro aspetto sottolineato dal sacerdote è l’invito alla comunità cristiana ad accogliere la "sfida educativa" che si cela dietro questi fatti. "La comunità deve operare per l’educazione. E’ una sfida visibile sulla quale non siamo allenati e che apre alla prospettiva di svolgere a più livelli un servizio del cuore e dell’intelligenza". Il terzo aspetto presente nel documento è la richiesta "ai musulmani di una assunzione di responsabilità nei confronti del territorio, che vuol dire spiega don Zatti – essere credibili, farsi promotori di iniziative comuni, interagire con i quartieri altrimenti non cresce quella fiducia reciproca necessaria per un clima sereno".” “