Oggi esiste "uno sfruttamento tutto tecnologico sempre più diffuso, quello dei call center che organizzano campagne promozionali avvalendosi anche di un precariato senza regole". A lanciare il grido d’allarme è mons. Giuseppe Chiaretti, che aggiunge: "Se si pensa poi alle vendite truffaldine di codici del tipo ‘889’, si capisce l’imbroglio per i fruitori ma anche per gli operatori, i quali sono spesso giovani o donne che non hanno altro lavoro e vengono di fatto sfruttati, diventando essi stessi sfruttatori". "Attraverso la cartomanzia, la magia ed altri, molti call center la denuncia del presule sfruttano la disperazione, la malattia, la solitudine di tante persone che telefonano per consigli sulla propria vita. Tali persone vengono trattenute molto al telefono, e così devono poi pagare telefonate dai costi altissimi. E’ questo un fenomeno presente anche nella nostra città". Un fenomeno, questo ricorda la diocesi di Perugia-Città della Pieve che è emerso da tempo a livello nazionale, e confermato anche da un’indagine sindacale che già nel 2004 valutava il giro d’affari dei call center in Italia di almeno 4 milioni di euro.” ” ” “