LOMBARDIA

Un luogo per rialzarsi

Un progetto di sostegno per chi ha tentato il suicidio

Camminare senza meta. “Molti adolescenti e giovani avvertono la propria esistenza come un camminare senza meta; non riescono più a dare continuità e unità a ciò che vivono e diventano vittime di un senso di impotenza”. Così legge il fenomeno dei suicidi tra i giovani in Lombardia il responsabile del servizio di pastorale giovanile della diocesi di Milano, mons. Severino Pagani. Che il problema si stia rapidamente trasformando in una vera e propria emergenza sociale lo dicono i numeri: nel decennio 1989-1998 in Lombardia si sono contati oltre 600 casi di suicidio tra i giovanissimi dai 14 ai 20 anni, mentre, ogni anno, nella sola provincia di Milano, tra i 1.000 e i 1.500 ragazzi tentano di darsi la morte.Per far fronte a questa situazione, la Regione Lombardia, in collaborazione con l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e l’associazione l’Amico Charly ha dato il via a un progetto, unico in Italia, di servizio integrato per l’assistenza ai giovani che hanno tentato il suicidio. Presso il Fatebenefratelli sono disponibili alcuni posti letto nei reparti di pediatria e di medicina, dove è fornita ai pazienti un’assistenza specializzata integrata con il Dipartimento di salute mentale e il Crisis center di l’Amico Charly che, soltanto nell’ultimo anno, ha contattato 156 ragazzi con alle spalle un tentativo di suicidio.”Oggi accanto a giovani capaci di una ricchezza straordinaria – prosegue mons. Pagani – ne esistono altri, troppi, che soffrono una sorta di stanchezza confusa che blocca ogni rapporto e ogni relazione; si tratta di qualcosa che congela, che spegne, che non fornisce più spontaneamente il flusso gioioso e impegnativo della vita. Il desiderio è diventato debolissimo e ogni iniziativa interiore ed esteriore, da qualsiasi parte venga, è già immediatamente mortificata. Questa stanchezza peraltro si appoggia e insieme favorisce una certa debolezza di identità dei soggetti in gioco e conseguentemente accresce la paura del futuro”.Senso di inadeguatezza. Il timore di deludere le aspettative (anche quelle dei genitori), è alla base del “pensiero suicidario” anche secondo Fabio Sbattella, psicoterapeuta e docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione all’Università Cattolica di Milano. Tra i periodi della vita più critici, il docente inserisce il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza, fase nella quale si è chiamati a “tirare le somme” di ciò che è stato fatto e di quello che, invece, resta ancora da fare.”Quando le aspettative aumentano – aggiunge Sbattella – tanti ragazzi si scoprono inadeguati. Se in questa fase subentrano la tristezza e la rabbia, soprattutto quando vissute in solitudine, aumentano le possibilità che questo senso di frustrazione sfoci in un tentativo di suicidio. Per questo motivo è importante il supporto della comunità e della famiglia, non dimenticando, comunque sia, che la mente umana è notevolmente complessa e contiene una dimensione di mistero difficilmente sondabile. In queste dinamiche di morte qualcosa sfugge sempre”. Sbattella ricorda che, persino all’interno della famiglia, si possono manifestare pulsioni al suicidio di cui nessun componente si era mai accorto.”Quando si compiono tragedie di questo tipo – ribadisce – è sbagliato caricare di senso di colpa i genitori, i familiari o il gruppo degli amici, dei quali, invece, va colto e compreso il grande dolore”. “La debolezza delle relazioni – conclude mons. Pagani – introduce il pericolo di una disintegrazione della persona la quale non è più sovrana di fronte al tempo, agli eventi e all’organizzazione dei suoi giorni. Paradossalmente, alla continua affermazione di libertà, si accompagna l’impossibilità di progettare, di dare senso all’oggi e al domani, di legare il passato con il futuro”.SchedaÈ ospitato all’Ospedale Fatebenefratelli di Milano il primo servizio integrato italiano per l’assistenza ai giovani che hanno tentato il suicidio, realizzato dal presidio sanitario in collaborazione con l’associazione l’Amico Charly. Per sostenere il progetto la Regione Lombardia ha stanziato 150mila euro l’anno per tre anni: 120mila euro al Fatebenefratelli e 30mila euro all’Amico Charly. Secondo stime recenti, ottenute elaborando dati dell’Istat, delle forze dell’ordine e degli ospedali lombardi, gli adolescenti tra i 10 e i 25 anni classificati a rischio suicidio a Milano e provincia sono circa 20mila.Il suicidio è la seconda causa di morte, per i giovani, dopo gli incidenti stradali. Il 75% dei casi coinvolge maschi, mentre il 40-60% dei suicidi è preceduto da un tentativo. Il 60% dei tentativi è perpetrato da ragazze, mentre la modalità scelta, nella maggior parte dei casi, è l’avvelenamento. I soggetti più a rischio sono i maschi tra i 15 e i 24 anni. A questo riguardo i dati dicono che, il 15% degli studenti lombardi ha rivelato di aver avuto intenzione di farsi del male; di questi, il 7,3% ha problemi psicopatologici evidenti, il 6% ha una personalità borderline e l’86,6% è stato classificato “nella norma”.a cura di Paolo Ferrario(19 maggio 2006)