"L’elenco in Italia e nel mondo è lungo, continua ad allungarsi e, se qualche nome può forse sfuggire, non deve essere dimenticato il contributo che molti giornalisti hanno offerto e offrono alla ricerca della verità giungendo fino all’estremo sacrificio". E’ il commento di Paolo Bustaffa, direttore del Sir, nella giornata della memoria delle vittime del terrorismo che si celebra oggi. "Si parla sempre più di crisi dell’informazione ma – afferma il direttore del Sir – se questa per molti aspetti è evidente e deve essere seriamente affrontata, non si possono tollerare qualunquismi, diffidenze e sentenze sommarie". "I giornalisti uccisi od offesi perché cocciuti nel cercare verità scomode, denunciare ingiustizie e fanatismi sanguinari – aggiunge Bustaffa – rimandano i loro colleghi alla deontologia, ai valori più alti di una professione che per rispondere alla propria ragione d’essere deve riscegliere ogni giorno la strada della verità. Ma queste vittime, le loro famiglie, richiamano anche la società, la scuola, la cultura e la politica alle loro non meno gravi responsabilità: l’emergenza educativa e l’emergenza etica non interrogano solo la coscienza di chi opera nei media. Bisognerebbe davvero porre mano a ‘un patto per il futuro’ tra queste diverse realtà e non limitarsi a uno scambio di critiche e appelli".