LOMBARDIA
Un bando per l’inserimento lavorativo dei disabili
No all’elemosina. Il collocamento lavorativo dei disabili passa anche attraverso l’inserimento (temporaneo) nelle cooperative sociali. Si fonda su questo presupposto il bando di finanziamento da 5 milioni e mezzo di euro, lanciato dalla Regione Lombardia e destinato alle cooperative di tipo “B” (quelle a vocazione produttiva) che si prenderanno in carico disabili psichici.L’iniziativa s’inserisce nel progetto più generale che la Lombardia ha messo in campo per aumentare il tasso di occupazione dei disabili, complessivamente finanziato con 25 milioni di euro distribuiti tra le undici Province lombarde. “Ogni azione che favorisce l’inserimento lavorativo dei disabili – commenta don Raffaello Ciccone, responsabile dell’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Milano – contribuisce alla loro piena realizzazione sociale. A queste persone non serve l’elemosina di una pensione, ma occasioni per concretizzare un proprio progetto di vita, il più possibile autonomo”.Entrare in azienda. Se il disabile è visto come una “risorsa per la società”, non può allora restare “confinato” in cooperativa, ma deve avere l’opportunità di entrare, a pieno titolo, in azienda. Questa è anche la filosofia di fondo della legge 68 del ’99, che ha rivisto le modalità di inserimento della vecchia e, secondo gli addetti ai lavori, poco efficace legge 482 del ’68, introducendo il concetto di “collocamento mirato” al posto del “collocamento numerico”.”Il passaggio in azienda – riprende don Ciccone – non è sempre automatico; anzi, sono ancora, purtroppo, numerosi i casi di imprese disposte a versare un contributo alla cooperativa o anche a pagare una multa, piuttosto che assumere un disabile. Si capisce, quindi, come ci sia ancora molto da lavorare, anche sotto l’aspetto culturale e promozionale. E questo vale sia per il settore privato ma anche per gli enti pubblici, nei quali ci sono ancora molti posti scoperti riservati ai disabili”.Creare una rete. Sulla necessità di attivare un sistema capace di far dialogare i servizi pubblici per il collocamento, le cooperative sociali e le aziende private, insiste anche Dario Cassata, presidente di Federsolidarietà Milano, la federazione delle cooperative sociali aderente a Confcooperative. Cassata non risparmia nemmeno critiche all’iniziativa della Regione, che, a suo dire, “punta più ad interventi di quantità e non di qualità”, attraverso una distribuzione di fondi “a pioggia”. In altre parole, si tratta pur sempre di un “passo nella giusta direzione” al quale però, ne vanno aggiunti altri.”Per favorire il collocamento dei disabili – spiega Cassata – servono soprattutto luoghi di confronto tra i diversi soggetti in campo. Se l’obiettivo finale è l’inserimento in azienda, è allora necessario che i servizi, le cooperative e le imprese dialoghino tra loro. E, invece, ancora oggi, questo rapporto è molto faticoso e gli inserimenti, quando ci sono, avvengono il più delle volte in forza di conoscenze personali e non, come sarebbe auspicabile, grazie ad un sistema capace di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro”.SchedaSecondo i dati raccolti dalla Regione presso le Province, in Lombardia, al 31 dicembre 2005, erano 43.356 (di cui 21.239 donne) i disabili iscritti al Servizio per il collocamento mirato, previsto dalla legge 68/99. Nel corso dell’anno preso in considerazione ne sono stati collocati 14.211, per la maggior parte nel Milanese (4.435), nel Varesotto (4.152) e nel Bresciano (2.147). Per favorire l’inserimento lavorativo dei disabili psichici, la Regione ha emesso un bando da 5,5 milioni di euro, al quale possono accedere le 482 cooperative sociali di tipo “B” iscritte nell’apposito Albo regionale.Il contributo economico viene concesso sia per l’assunzione che per il mantenimento del posto di lavoro. Nel caso dell’assunzione il finanziamento è attribuito, per i primi dodici mesi, per disabili assunti, dal 1° gennaio 2006 al 31 dicembre 2006, con contratto di lavoro subordinato o contratto a progetto della durata di almeno un anno. Il contributo copre il 60% del costo salariale. Per il mantenimento del posto di lavoro dei disabili già inseriti nell’organico al 31 dicembre 2005, sono concessi contributi per l’anno in corso; saranno di 5mila euro per ciascun disabile, elevabile a 6mila e 7mila euro nel caso che la cooperativa occupi rispettivamente più di 10 o di 20 disabili.a cura di Paolo Ferrario(23 maggio 2006)