"L’epoca attuale, ‘epoca della fine della metafisica’, è caratterizzata centralmente ‘dalla dissoluzione [o ‘consumazione’] del principio di realtà nella Babele delle interpretazioni e nella fantasmagoria del mondo tecnologico’, a cui si accompagnano, non casualmente, diffusi fenomeni reattivi di ‘fondamentalismo’ di ogni specie e grado, leggibili come ‘nevrotiche rivendicazioni di identità e di appartenenze’ nei confronti di un mondo sempre più povero di fisionomia unitaria e di capacità identitaria": è l’analisi della società contemporanea, sviluppata da Francesco Botturi, docente di filosofia morale all’Università Cattolica di Milano, nella sua relazione al convegno Cei sulle comunicazioni sociali in corso a Milano. Parlando di un nichilismo dilagante, Botturi lo ha così definito: "E’ quella pratica del mondo cui sono sottratti i criteri di totalità e di unità, di fine e di ordine, cioè i grandi criteri di senso che non è l’uomo a definire, a favore del mutevole e del frammentario (..) Tutto ciò, prima che nelle teorie (limitatamente condivise) è in atto nel vissuto e nei comportamenti (ampiamente praticati), nelle forme della divisione interna dell’esperienza, della sua instabilità, del pluralismo scoordinato dei valori, del soggettivismo delle interpretazioni".