La nuova traduzione della Bibbia a cura della Cei "sente di far parte di quello sforzo di dialogo con la cultura contemporanea che caratterizza questo momento della vicenda della Chiesa nel nostro Paese". Lo ha detto mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, intervenendo oggi alla Fiera del Libro di Torino. Anche se il volume della Bibbia "chiede di essere accolto in quel contesto ecclesiale che è la fede della Chiesa", ha spiegato il vescovo, tale collocazione "non è esclusiva, in quanto le pagine di questo libro si aprono a un dialogo quanto più ampio possibile con le voci della cultura del tempo, come nel passato così nell’oggi, diventando generatore di civiltà e di umanizzazione". "Dal dialogo tra Atene e Gerusalemme ha proseguito Betori dalla sinfonia creata dalla voce biblica nel suo intersecarsi con le voci più autentiche del pensiero, della letteratura e dell’arte dei popoli sono scaturite le migliori conquista di verità, di libertà e di autenticità per l’uomo, così che la bibbia ha potuto essere definita il ‘grande codice’ della cultura dell’Occidente, il lessico fondamentale di concetti ed immagini da cui hanno attinto tutte le culture, a livello colto e popolare". (segue)