"Siamo convinti che solo attraverso la conoscenza e il dialogo, noi possiamo raggiungere la pace in medioriente e la pace tra i popoli. E quale migliore strumento c’è di un libro, che riesce a dare l’idea al di là di quello che possono pensare i governi?". A sottolinearlo è Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana, dalla Fiera del Libro di Torino. In merito alla presenza degli scrittori israeliani alla manifestazione che ha aperto i battenti questa mattina, pacifici ha rimarcato che "c’era qualcuno che voleva impaurire gli ebrei e le voci di Israele: gli abbiamo testimoniato che non abbiamo paura, siamo venuti, la città ci ha accolti con grandi onori, compreso il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano". Il presidente della comunità ebraica romana invia al Capo dello Stato "un caloroso ringraziamento per aver troncato ogni tipo di polemica sull’invito ad Israele come paese ospite. Con la sua presenza, ha testimoniato come esista una Italia che è quella della stragrande maggioranza delle persone: magari silenziosa, certo non indifferente, che si indigna quando si bruciano le bandiere e quando qualcuno sostiene che Israele sia un corpo estraneo nel Medio Oriente". Questa sera mons. Giuseppe Betori, segretario generale Cei, interverrà con una relazione su "La bellezza della parola nel nostro tempo".