ALDO MORO: MONTICONE (STORICO), "UOMO DI PACE E DI DIALOGO"

"Un uomo di pace, in grado di incontrare realmente le persone e di confrontarsi con le loro idee, tentando di capire anche le ragioni degli avversari"; "pugliese, fortemente radicato nella sua terra" ma, al tempo stesso, "capace di essere cittadino di tutto il Paese, uomo della comunità nazionale". Così, alla vigilia del 30° anniversario dell’uccisione di Aldo Moro per mano delle Brigate rosse (9 maggio 1978), lo storico Alberto Monticone ricorda il grande statista, presidente della Democrazia cristiana e cinque volte capo del Governo italiano. In un’intervista al SIR, Monticone ne sottolinea la "lezione" tuttora attuale: "la capacità di guardare oltre le divisioni", in nome del dialogo e del "primato del bene comune sugli interessi particolari". Quanto alla possibilità di "sottrarlo alla condanna decretata dalle Br", lo storico rammenta che "gli strumenti a quel tempo a disposizione per la lotta al terrorismo erano ancora molto limitati, così come l’esperienza sul campo", e parla di "un’insufficienza oggettiva, ancorché non responsabile"; "una sorta di immaturità strutturale della politica e delle istituzioni".