DIFESA DELLA VITA: SCARAFFIA, "CAMBIATO IL CLIMA" SULLA RIVOLUZIONE SESSUALE

"Nel 1968, si stava avvicinando al suo culmine quel processo di liberazione sessuale che aveva avuto inizio alla fine del XVIII secolo", e che "si proponeva di liberare il comportamento sessuale dalle regole morali che lo avevano imbrigliato, per restituirlo ad una mitica naturalità, cosa che avrebbe finalmente reso felici gli esseri umani". A ricordarlo è stata Lucetta Scaraffia, dell’Università "La Sapienza" di Roma, intervenuta oggi al Convegno organizzato dalla Pontificia Università Lateranense sul tema: "Custodi e interpreti della vita. Attualità dell’enciclica Humanae Vitae". Negli ultimi decenni, ha osservato la relatrice, "il clima riguardo alla liberazione sessuale è mutato, perché non siamo più ansiosi di introdurla nelle nostre società, ma anzi oggi – che è ormai stabilmente diffusa – siamo pronti a guardarla con uno sguardo critico, consapevoli che il mito della felicità a portata di mano non si è realizzato neppure questa volta". "La rivoluzione sessuale e la contraddizione diventano, soprattutto a partire dagli anni Sessanta – ha concluso la studiosa – una delle questioni più calde nel cattolicesimo contemporaneo: cioè se è la severità della Chiesa nell’ambito della morale sessuale a provocare l’allontanamento dei fedeli, o piuttosto se è la liberalizzazione sessuale della modernità a provocare la secolarizzazione".