” “Per il responsabile immigrazione della Caritas "non bisogna dimenticare che i minori stranieri, diversamente dai detenuti italiani, spesso non sono sostenuti da reti familiari o amicali adeguate, né dalle istituzioni, e questo può comportare episodi di ricaduta nella fase successiva all’espiazione della pena". Forti, dopo aver ribadito che ogni comportamento contrario alla legge deve essere perseguito, sottolinea l’importanza della prevenzione attraverso "l’offerta di opportunità concrete ai giovani più esposti al rischio di cadere nelle maglie della illegalità. Solo in tale modo si potrà ridurre il numero di presenze all’interno degli istituti di pena, non certo abbassando l’età per la punibilità del minore che aumenterebbe solo il numero di presenze senza intervenire sulle cause e i motivi degli atteggiamenti devianti". Contrario all’abbassamento dell’età della punibilità a 12 anni anche padre Gaetano Greco, cappellano presso il carcere minorile di Roma. Occorre, secondo il sacerdote, "un maggiore investimento educativo mettendo in allerta tutte le agenzie delegate allo scopo a partire dalla famiglia e dalla scuola: "la detenzione non educa nessuno. Punire per punire non ha alcun senso". Parlando della sua esperienza padre Greco evidenzia che i minori stranieri chiedono di poter "avere un futuro fuori dal carcere con un lavoro dignitoso per poter vivere" e dare una "svolta alla loro vita".” “