"La possibilità di testimoniare da cristiani il valore della persona umana di fronte al mistero del dolore, senza lasciarsi schiacciare da esso, come spesso accade oggi a causa della mentalità dominante". È il messaggio che vuole lanciare, partendo dall’esempio di san Massimiliano Kolbe, la quarta giornata di studio dedicata alla vita e al pensiero del missionario e martire di Auschwitz, promossa domani alle 15.30, a Roma alla Pontificia facoltà teologica S. Bonaventura- Seraphicum. L’incontro è promosso dal centro studi su"Esperienza e testimonianza cristiana" istituito con l’obiettivo di promuovere "un’ampia riflessione sull’essere testimoni del Vangelo nel conteso culturale odierno partendo dalla figura del santo." "P. Kolbe spiega al Sir. Cristina Demezzi, docente di Teologia spirituale all’ateneo – ha mostrato con la sua vita come sia possibile anche in tempi oscuri essere testimoni di amore e difendere la dignità umana: oggi non c’è il campo di concentramento, ma tante altre situazioni che umiliano l’umanità ci interpellano". Nell’incontro dopo una riflessione di due esperti conoscitori di P. Kolbe, P. Giuseppe Sibula e Sr. M. Elisabetta Patrizi sul mistero del dolore, si prenderanno in esame anche problematiche etiche del nostro tempo di fronte alla vita in situazioni di sofferenza..