"In questo tempo di globalizzazione e, insieme, di frammentazione, senza preghiera, le strutture, le istituzioni e i programmi ecumenici sarebbero privi del loro cuore e della loro anima". Soffermandosi sullo "stato di salute" dell’ecumenismo, nell’udienza generale di oggi alla presenza di Karekin II, il Papa ha rinnovato il monito lanciato nel suo recente viaggio apostolico negli Stati Uniti, quando ha fatto riferimento alla "centralità della preghiera nel movimento ecumenico", nella Chiesa di St. Joseph a New York. "Ut unum sint! Sempre risuona nel nostro cuore questo invito di Cristo",ha commentato Benedetto XVI, rendendo grazie al Signore "per i traguardi raggiunti nel dialogo ecumenico grazie all’azione del suo Spirito". "Restiamo docili all’ascolto della sua voce l’esortazione papale – affinché i nostri cuori,ricolmi di speranza, percorrano senza sosta il cammino che conduce alla piena comunione di tutti i discepoli di Cristo". "Amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé": questi i doni dello Spirito invocati dal Papa "per tutti i cristiani, perché nel comune e generoso servizio al Vangelo, possano essere nel mondo segno dell’amore di Dio per l’umanità".