Quest’anno il "Rapporto sullo stato delle madri nel mondo" ha come suo focus l’accesso dei bambini alle cure di base, intendendo per queste ultime l’assistenza prenatale, quella durante il parto, le vaccinazioni e le cure per diarrea e polmonite. Attualmente, "200 milioni di bambini non hanno accesso ad alcuna cura di base e 26.000 bambini con meno di cinque anni muoiono ogni giorno, per un totale di quasi 10 milioni all’anno". Analizzando 55 paesi in via di sviluppo, che da soli rappresentano l’83% delle morti infantili, quelli che stanno compiendo i più grandi progressi per garantire l’accesso alle cure di base sono "Filippine, Perù, Sud Africa e Indonesia". La maglia nera "spetta all’Etiopia, ultima della lista, e preceduta da Somalia, Ciad, Yemen e dalla minoranza Lao della Repubblica Democratica del Congo". "Nei paesi in via di sviluppo è fondamentale agire tenendo in considerazione il contesto socio-economico locale ha osservato Neri -. In paesi come il Malawi, ad esempio, il rapporto tra il numero di abitanti e il personale sanitario è tra i peggiori del mondo, con 2 dottori ogni 100.000 persone: in tali contesti è essenziale investire sulla formazione dei cosiddetti ‘volontari per la salute’ che operino all’interno delle comunità, a volte semplicemente dando dei consigli sui rimedi da adottare per garantire la salute delle mamme e dei loro bambini". (segue)